Sciamatura: Riconoscere i Segnali e Gestirla in Primavera

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Arriva la primavera e l'alveare esplode di api. È la stagione più bella, ma anche quella della sciamatura: ecco come riconoscere i segnali in tempo, primi fra tutti le celle reali, e gestirla senza perdere metà della famiglia.

Arriva la primavera e l'alveare cambia ritmo. Le giornate si allungano, la regina depone a pieno regime, le nutrici lavorano senza sosta e in poche settimane la famiglia passa da poche migliaia di api a decine di migliaia. È la stagione più bella dell'anno, ma è anche quella in cui l'apicoltore deve stare più attento a un evento tanto naturale quanto insidioso: la sciamatura.

Chi è alle prime armi la vive spesso come un imprevisto. In realtà la sciamatura non arriva mai davvero all'improvviso. La famiglia manda dei segnali, e imparare a leggerli in tempo è metà del lavoro.

Cos'è la sciamatura e perché avviene

La sciamatura è il modo naturale con cui una famiglia di api si riproduce. Non a livello di singola ape, ma di intera colonia: l'alveare si divide in due. La vecchia regina parte con una parte consistente delle operaie e va a fondare un nuovo nido altrove, mentre nell'arnia d'origine resta la covata, le scorte e una nuova regina in arrivo.

È un istinto antico, sano dal punto di vista della specie. Per l'apicoltore, però, significa perdere in un colpo solo metà delle api e gran parte della capacità produttiva proprio all'inizio della stagione del miele. Ecco perché conviene conoscerla e, quando possibile, prevenirla.

Le cause che spingono una famiglia a sciamare

Dietro la decisione di sciamare ci sono quasi sempre gli stessi fattori, spesso combinati tra loro.

Il primo è l'affollamento. Quando la covata occupa tutti i telaini e le api non trovano più celle libere dove la regina possa deporre, il nido va in tensione. Il secondo è il nido bloccato: se miele e polline riempiono lo spazio della covata, la regina non ha più dove deporre e la famiglia percepisce di essere satura.

C'è poi il fattore regina. Una regina anziana produce meno feromone, e quel feromone è proprio il segnale che tiene coesa la famiglia e frena l'istinto sciamatorio. Meno feromone circola, più le operaie iniziano a pensare a una nuova regina. Infine pesa la stagione stessa: una primavera generosa di nettare e polline, con tante nutrici e tanta covata, crea le condizioni ideali perché l'istinto si accenda.

I segnali da riconoscere in tempo

Qui sta il cuore del lavoro. Una famiglia che si prepara a sciamare lo dice, se sai dove guardare.

Il segnale più importante sono le celle reali. Durante la visita, controlla soprattutto i bordi inferiori dei telaini: se trovi delle celle allungate, a forma di arachide, rivolte verso il basso, la famiglia sta allevando nuove regine. Non vanno confuse con le celle di emergenza, che nascono quando la famiglia resta orfana all'improvviso; le celle di sciamatura sono numerose e disposte lungo i margini del favo.

Ci sono poi altri indizi. Il nido appare congestionato, con api ammassate ovunque e poco spazio libero. In molti casi si nota un rallentamento nella deposizione, perché le operaie nutrono meno la regina per farla dimagrire e prepararla al volo. E nelle giornate calde puoi vedere grappoli di api ferme all'esterno, sul predellino e sotto la cassa, quella che gli apicoltori chiamano barba: da sola non è una prova, ma sommata alle celle reali è un campanello chiaro.

Cosa fare quando trovi le celle reali

Trovare celle reali già opercolate significa che sei arrivato tardi: lo sciame può partire da un momento all'altro, spesso con la prima cella pronta. Ma anche in quel caso qualcosa si può fare.

La strategia più usata dagli apicoltori è la sciamatura artificiale, cioè anticipare le api dividendo tu stesso la famiglia prima che lo faccia lei. In pratica prelevi alcuni telaini di covata e api, con o senza la regina, e formi un nucleo a parte. La famiglia d'origine, sentendosi meno affollata e priva della vecchia regina, perde lo stimolo a sciamare, mentre tu ti ritrovi con una nuova famiglia invece di aver perso metà delle api nel cielo.

È una manovra che richiede un minimo di esperienza nella scelta e nella gestione delle celle reali, ma è il modo migliore per trasformare un problema in un'opportunità.

Prevenire è meglio che rincorrere

La verità è che la sciamatura si gestisce molto meglio prima che dopo. Le mosse di prevenzione sono poche e semplici, ma vanno fatte per tempo, all'inizio della primavera.

La prima è dare spazio: aggiungere melari o telai con fogli cerei prima che il nido si saturi, così le api hanno sempre dove espandersi e dove immagazzinare. La seconda è tenere giovane la regina: una regina di secondo anno o più anziana sciama con più facilità, quindi la sostituzione periodica riduce sensibilmente il rischio. La terza è visitare con regolarità nel periodo critico, in genere ogni sette o dieci giorni, per intercettare le prime celle reali quando sono ancora gestibili.

Alleggerire una famiglia molto forte prelevando un telaino di covata per rinforzare una più debole, infine, riequilibra l'apiario e toglie pressione alle colonie più propense a partire.

E se lo sciame è già partito

Capita, soprattutto a chi ha poche arnie e non riesce a visitarle spesso. Se vedi la nube di api sollevarsi e poi raccogliersi in un grappolo su un ramo o su un muro, quello è lo sciame in sosta: le api restano lì qualche ora, a volte un giorno, mentre le esploratrici cercano la nuova casa.

È il momento per recuperarlo. Uno sciame appena uscito è in genere docile, perché le api sono cariche di miele e senza nido da difendere. Con un'arnia esca o un semplice contenitore lo si può raccogliere e reintrodurre in produzione. Se il grappolo è alto o in una posizione difficile, meglio non improvvisare: contatta un apicoltore della zona.

La sciamatura non è un fallimento

Vale la pena ricordarlo. Una famiglia che vuole sciamare è una famiglia sana, forte e vitale. L'obiettivo dell'apicoltore non è reprimere quell'energia, ma indirizzarla: trasformare l'istinto di divisione in nuove famiglie gestite, invece che in perdite.

Con qualche visita fatta al momento giusto e un po' di occhio per le celle reali, la primavera smette di essere la stagione della paura di perdere gli sciami e diventa quella in cui l'apiario cresce, in modo ordinato e sotto il tuo controllo.

Quando ti serve una famiglia in più

A volte, nonostante tutto, uno sciame parte e una postazione resta scoperta. Oppure vuoi semplicemente ampliare l'apiario cogliendo lo slancio della primavera. In questi casi partire da un nucleo già avviato è la via più rapida e sicura per rimettersi in pari.

Noi di Apicoltura Laterza prepariamo nuclei e famiglie di api con regina già in deposizione, pronti a crescere fin da subito. Se hai perso uno sciame o vuoi aggiungere una famiglia, raccontaci la tua situazione e troviamo la soluzione adatta.

In sintesi

La sciamatura è un evento naturale che segnala una famiglia in salute, ma per l'apicoltore rappresenta una perdita se non viene gestita. La chiave è leggere in tempo i segnali, prima di tutto le celle reali sui bordi dei telaini, e agire con la prevenzione: spazio, regina giovane, visite regolari nel periodo critico.

Quando le celle ci sono già, la sciamatura artificiale ti permette di dividere tu la famiglia e guadagnare un nuovo nucleo. Gestita così, la primavera diventa la stagione in cui il tuo apiario cresce, non quella in cui rischi di vederlo volare via.

Apicoltura Laterza

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